Stress e ansia in cucina: cosa sono e come affrontarli

stress

Quando si lavora a contatto con il pubblico, soprattutto in un ambito come quello della ristorazione, non sempre è facile sostenere e gestire le dinamiche interpersonali e intrapersonali come lo stress e l’ansia.  

D’altronde, la gestione di un ristorante è molto complessa anche a livello psicologico: da una recente ricerca, l’Ordine degli psicologi del Lazio ha rilevato infatti che l’ansia interessa circa il 40% del personale che lavora nell’ambito della ristorazione.

Ma che cos’è l’ansia? Come coltivare strategie e risorse funzionali ad una gestione emotiva più serena di questo lavoro, cercando di diminuire il senso di ansia in un ristorante?

Cos’è l’ansia

L’ansia è un’emozione e, come tutte le emozioni, non ha a priori una connotazione positiva o negativa, ma ha un ruolo specifico.

Essa è l’addetta alla rilevazione di potenziali minacce, cioè un’emozione che sperimentiamo quando crediamo di essere esposti a un pericolo. L’ansia “amica”, ci attiva in senso funzionale: la persona sente di avere risorse per fronteggiare la situazione e riesce a tollerare le sensazioni spiacevoli, rassicurarsi e muoversi verso i suoi obiettivi.

Ma come riconoscere se l’ansia sta diventando un problema? 

I sintomi dell’ansia

In un lavoro frenetico come quello della ristorazione, può essere difficile avere un po’ di tempo per sé e dedicarsi al proprio benessere emotivo. Fermarsi a osservare i segnali del proprio corpo può rendere consapevoli che, forse, si sta vivendo uno stato d’ansia.

 I sintomi fisici più comuni dell’ansia sono:

  • Dolore addominale, bruciore allo stomaco, dissenteria, perdita o aumento dell’appetito, nausea
  • Respirazione rapida e fiato corto, sensazione di nodo alla gola o peso sul petto
  • Palpitazioni, aumento o diminuzione della pressione sanguigna e del battito cardiaco, sensazione di svenimento
  • Aumento dei riflessi, agitazione, tensione facciale, disturbi del sonno, debolezza, tremori, sudorazione, rigidità.

Tra i sintomi psicologici dell’ansia possiamo riscontrare:  confusione mentale, difficoltà di concentrazione, distraibilità, pensieri ripetitivi di preoccupazione e apprensione, maggiore irritabilità, demotivazione.

Quanti di questi segnali ritroviamo nel mondo della ristorazione?

L’ansia in cucina 

L’ansia che può essere sperimentata nel settore della ristorazione abbraccia un vasto panorama di situazioni e può coinvolgere tutte le professionalità del settore. Per esempio, la minaccia percepita dal lavoratore può riguardare temi come il non essere “abbastanza veloce” o “abbastanza competente”, e aumentare la percezione del rischio di rendere insoddisfatto il cliente e/o il responsabile. 

Si può provare ansia causata dal rapporto con:

  • clienti “Ho l’ansia di aver preso gli ordini giusti al tavolo giusto e non fare confusione.” 
  • capo “Ho paura di perdere il cliente e far arrabbiare il titolare.” 
  • colleghi “Un ingrediente è terminato e lo chef è diventato intrattabile”.

L’ansia del ristoratore

Il lavoro di chef, personale di sala e di cucina, bartender e altre professionalità, è soggetto alla possibile sperimentazione di stati d’ansia. Ma anche un imprenditore della ristorazione può vivere un forte stress al lavoro.

Le preoccupazioni che gravitano intorno alla figura del ristoratore sono davvero molte, dalla gestione economica e amministrativa dell’azienda a quella delle risorse umane, passando per la scelta del menù e delle forniture. Anche un ristoratore può provare ansia causata, per esempio, da alcuni aspetti lavorativi come: 

  • Tenere i conti, pagare le utenze della propria attività e garantire lo stipendio al personale
  • Non trascurare nulla e adempiere agli obblighi e al rispetto delle normative vigenti
  • Scegliere, responsabilizzare e motivare il personale e gestire le relazioni tra persone diverse.

In più, un imprenditore della ristorazione, può accusare “l’ansia di avere ansia”.  È un pensiero diffuso che un capo non possa permettersi di avere incertezze ne’ può “staccare mai veramente”, perché l’idea di non esserci può comportare il timore di errori o problemi durante la propria assenza.

La paura di fallire e il senso di responsabilità verso il lavoro, inoltre, possono condizionare le scelte e i rapporti familiari. Non è sempre facile riuscire a conciliare tutti gli impegni importanti: famiglia e lavoro possono essere tanto importanti quanto apparentemente inconciliabili e si può facilmente cadere in un vortice emotivo di ansia.

Ansia a lavoro: cosa dice la psicologia

Quando si prova “ansia di avere ansia” vengono coinvolti soprattutto pensieri sulla propria autostima e autoefficacia

  • “Non dovrei sentirmi così”,
  • “Non ce la faccio”,
  • “Non sono all’altezza” 

E queste sono solo alcune delle constatazioni che possono affiorare nella mente di chi soffre di stati d’ansia. 

Queste valutazioni possono innescare circoli viziosi che, a causa dei pensieri ripetitivi, generano altre sensazioni spiacevoli, come un senso di profonda tristezza, rabbia, o un’ansia ancora più intensa, che alimentano e mantengono la sofferenza emotiva della persona e possono portare a stati di profonda demotivazione o alla depressione.

Come gestire l’ansia in cucina 

I nostri pensieri spesso viaggiano a briglia sciolta e, senza che ce ne rendiamo conto, possiamo ritrovarci a visualizzare gli scenari che più ci spaventano e a temere per le possibili conseguenze negative che più vogliamo evitare. 

Gli esercizi di rilassamento sono funzionali a richiamare l’attenzione nel qui e ora. Attraverso tecniche come quelle della mindfulness e del respiro consapevole, affiniamo l’abilità di dirigere la nostra attenzione su ciò che vogliamo e concentrarci sul presente. 

In questo modo, possiamo disinnescare l’escalation emotiva che attiva i circoli viziosi di ansia. Ma con la terapia psicologica possiamo fare molto di più.

I benefici di un percorso terapeutico

Dare voce alle proprie emozioni può essere difficile e può capitare che, pur riconoscendo che alcuni nostri pensieri non sono logici o utili, le emozioni e i comportamenti non cambino. Può accadere di dire qualcosa come “io razionalmente lo capisco che è un’ansia esagerata, ma non riesco a non avere ansia”. 

Questo “razionalmente lo capisco, ma non ci riesco” è il nucleo del lavoro terapeutico. In seduta, il terapeuta accompagna il paziente in un viaggio interiore, con curiosità, calore, voglia di conoscere nel profondo la prospettiva della persona, ripercorrendo le strade della sua storia di vita, dei successi e dei fallimenti, che l’hanno portata ad essere chi è oggi. 

Un percorso di psicologia che mira a gestire stress e ansia, permetterà di:

  • Fare luce sul proprio dialogo interno e rielaborarlo, allo scopo di rendere i pensieri più chiari e flessibili 
  • Aumentare la consapevolezza delle proprie emozioni mettendo in discussione le proprie idee, per permettere il vero cambiamento
  • Allenare l’assertività, il senso di autostima e autoefficacia.

Il benessere psicologico con Unobravo

Come abbiamo accennato, l’ansia è un’emozione che emerge nel momento in cui percepiamo di essere di fronte ad una minaccia. L’ansia sarà tanto intensa quanto la minaccia è percepita imminente, molto probabile, molto grave. Allo stesso tempo, la percezione delle risorse personali e la disponibilità di aiuto da parte di altri nel fronteggiare la situazione difficile è percepita insufficiente. 

In questo senso, ragionare sulle componenti cognitive dell’ansia (imminenza dell’evento temuto, probabilità e gravità, effettive risorse, soluzioni e disponibilità di aiuto) può aiutare a modulare questa condizione di allarme.

Ma come svolgere un percorso psicologico con i ritmi della ristorazione? Dove trovare il tempo per raggiungere il terapeuta in studio se il lavoro è tanto impegnativo? E come trovare il terapeuta in grado di poterci supportare efficacemente?

La soluzione può essere quella di iniziare una terapia psicologica online, come quella che si può svolgere con gli psicologi di Unobravo, il servizio di psicologia online che abbina il paziente al terapeuta più adatto, per esigenze e preferenze, tra tutti i suoi professionisti. 

Per iniziare, basterà compilare un breve questionario, che servirà proprio a essere abbinati al terapeuta Unobravo più vicino alle esigenze del paziente.

Effettuato il match, sarà possibile svolgere un primo colloquio gratuito per conoscere lo psicologo e valutare se intraprendere o meno il percorso di terapia. Le sedute hanno una durata di 50 minuti, vengono concordate direttamente tra paziente e terapeuta e si svolgono online.

Scopri Unobravo con il codice Deliveristo

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Scritto da Sabrina Consumati

6 Feb, 2023

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